
Tratto da “Linea Gotica” di Cristoforo Moscioni Negri”
Edizioni Il Mulino.
Adattamento Federico Paino
Musiche e testi cantati Rossocolore
Gianfranco Renzoni - voce
Gianluca Nicolini - violino
Giacomo Rotatori - fisarmonica
Paolo Sorci - chitarre
Filippo Macchiarelli - contrabbasso
Luca Luzi - batteria
Federico Paino - voce recitante, regia
Materiale fotografico gentilmente fornito dall’Associazione Nazionale Partigiani Italiani
Da un’idea di:
Chiara Di Domenico
Cristian Della Chiara
Elisa Del Signore
Realizzato grazie al sostegno dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani
Una lettura-concerto sorta dall’incontro tra le musiche e i testi dei Rossocolore e brani tratti da “Linea Gotica” di Cristoforo Moscioni Negri. Non un banale susseguirsi di musica e recitato ma un fluire narrativo continuo dove gli elementi si fondono, scambiandosi di ruolo, l’uno nell’altro.
Al crudo disincanto della dizione dei testi di Moscioni Negri, disseminato su schizzi di episodi apparentemente casuali e quotidiani, fa da controcanto la musica calde ed essenziale dei Rossocolore, per immergere l’ascoltatore non solo in una vicenda personale e comune, ma anche e soprattutto in quella ridda di sentimenti contrastanti che sempre accompagna la guerra e la lotta per il proprio paese e il proprio avvenire.
IL LIBRO
“Linea Gotica” è innanzitutto un libro spietato, scomodo, apolitico, scevro da qualsivoglia moralismo o ideologia. Non vi è traccia di eroi né di demoni. Dallo sguardo inclemente ed estremamente sofferto dell’autore solo si salvano la semplicità dell’amicizia e della rabbia, il connaturato istinto alla libertà e alla protezione della propria terra, il disgusto per logiche di potere che neppure un conflitto globale cancella e rinverdisce, l’orrore per una guerra che si sa senza vincitori ma solo gonfia di perdite e dolore. Tratteggiando storie di uomini comuni, spesso coraggiosi “fino all’assurdo”, a volte quasi ingenui nella fresca semplicità dei desideri, sempre meravigliosamente umani, l’autore stila anche un fermo atto d’accusa contro un potere indifferente e cinico, che troppo poche volte protegge e più spesso ciecamente soffoca gli slanci di libertà e di autodeterminazione.
“Un’opera che si pone a metà tra il racconto autobiografico e il romanzo di formazione, nelle cui pagine si respira una forte partecipazione emotiva”
Simonetta Romagna, Assessore alla Cultura della Provincia di Pesaro e Urbino.
Federico Paino nasce come musicista suonando in varie formazioni jazz, per poi dedicarsi alla poesia e al teatro sia come attore che come regista. Ha collaborato come attore e aiuto regista con alla Clesis Arte di Roma, ha prodotto spettacoli tra Pesaro e Bologna come attore, regista e autore delle musiche e dei testi. Dal 2007 al 2009 è a Trieste e a Ferrara dove allestisce come autore, regista e attore una versione de “La vita è sogno” di Calderòn de la Barca, con gli attori dell’Accademia della Follia di Claudio Misculin, e uno studio su Riccardo III di Shakespeare.
I Rosso Colore sono sei musicisti marchigiani provenienti da diverse esperienze in ambito artistico, dal funky al tango, dalla classica al blues, dall’etno-folk al jazz. Grazie a questi eterogenei apporti il repertorio dei Rosso Colore, pur restando ancorato alla tradizione cantautorale italiana, si caratterizza per il suo sound sincretico, raffinata alchimia di cammini distanti.
Dopo l’esordio discografico con Volume uno, autoprodotto nel 2006, i Rosso colore stanno gettando le basi per un nuovo progetto musicale, all’interno del quale far confluire la loro passione verso le “storie della Storia”: marinai, disertori, partigiani, borghesucci piccoli piccoli. Uno sguardo cangiante – a volte sarcastico, in altre occasioni nostalgico – sul significato di quel brulicante “darsi da fare” espresso dalla montaliana razza di chi rimane a terra-